Maldive, ritrovati i corpi nella «grotta degli squali»: il recupero previsto domani
Sono stati individuati nel terzo segmento della grotta i corpi dei sub coinvolti nell’incidente sottomarino alle Maldive. Le immersioni per il recupero sono programmate per domani, con la partecipazione del team finlandese della Dan Europe, composto da tre sub-speleologi esperti in operazioni estreme.
Le autorizzazioni per le immersioni erano state regolarmente rilasciate, ma emergono alcune zone d’ombra legate alla composizione effettiva del gruppo e al tipo di attività condotta nelle acque maldiviane.

Il quadro normativo e le autorizzazioni
Il portavoce del presidente delle Maldive, Mohamed Hussain Shareef, ha chiarito al Corriere che il permesso di ricerca marina concesso al team dell’Università di Genova era valido dal 3 al 17 maggio e riguardava immersioni di ricerca in diversi atolli, con profondità fino a 50 metri.
Tuttavia, il documento non riportava tutti i nomi dei sub coinvolti nell’ultima immersione e non indicava esplicitamente l’attività in grotta. «Il problema principale è che si trattava di un’immersione in grotta e la loro proposta di ricerca, a quanto mi risulta, non ne faceva menzione», ha spiegato il funzionario. Il governo maldiviano non era quindi a conoscenza che avrebbero effettuato immersioni in grotta.
Due nomi mancanti nella documentazione erano quelli di Giorgia Sommacal, figlia della biologa Monica Montefalcone, e della guida subacquea Gianluca Benedetti.
Dal punto di vista tecnico, il limite di 30 metri vale per le immersioni ricreative, mentre le immersioni di ricerca possono arrivare a profondità superiori. La ricerca del team, come confermato da un documento di febbraio, si svolge tra 0 e 50 metri di profondità.
Ritrovamento nella «grotta degli squali»
Le operazioni hanno portato all’individuazione dei quattro corpi ancora dispersi in un tratto del complesso sistema sommerso noto come «grotta degli squali». Le Forze di Difesa Nazionali delle Maldive (MNDF) hanno confermato il ritrovamento su X, precisando che l’operazione è stata condotta con la partecipazione della Guardia Costiera, della Polizia e di subacquei internazionali.

Il team finlandese della Dan Europe
Protagonista delle attività in profondità è stato il team Dan Europe, tra le squadre più specializzate mai impiegate nell’arcipelago per operazioni complesse. Attiva dal 1983, la struttura ha partecipato anche al salvataggio nella grotta di Tham Luang in Thailandia nel 2018.
Il gruppo è formato dai sub-speleologi d’élite Sami Paakkarinen, Jenni Westerlund e Patrik Grönqvist, esperti in immersioni in ambienti estremi, con scarsa o nulla visibilità e attrezzature speciali.
Secondo la direttrice medica della Dan Europe, l’accesso alla grotta si trova tra 55 e 60 metri di profondità ed è caratterizzato da un sistema sommerso lungo centinaia di metri, con camere e passaggi interni. L’intervento richiede pianificazione estrema, l’uso di miscele respiratorie Trimix e sistemi a circuito chiuso. La complessità del sito è confermata anche dalla tragica morte di un sub delle forze maldiviane durante una perlustrazione preliminare.



