Caso famiglia nel bosco: nuovo avvocato e aggiornamenti sui bambini
Ennesimo colpo di scena nella vicenda della cosiddetta famiglia nel bosco. Gli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas hanno annunciato la rinuncia al mandato di difensori di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham. Il nuovo legale sarà Simone Pillon, ex senatore della Lega, che assumerà la difesa della coppia.

Catherine Birmingham non può stare con i figli
Il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha respinto il ricorso presentato dagli ex legali contro l’ordinanza emessa il 6 marzo, con cui i giudici avevano disposto l’allontanamento della madre dall’istituto di Vasto (Ch) dove, dal novembre scorso, si trovano i tre bambini. In quell’occasione era stato previsto anche un possibile trasferimento dei piccoli in altra struttura, poi sospeso. La decisione dei magistrati segue il pronunciamento della Corte d’Appello, che aveva dichiarato “improcedibile” il ricorso della difesa.
Il collegio giudicante ha rigettato tutte le richieste avanzate dagli avvocati, confermando integralmente il provvedimento che vieta alla madre di avvicinarsi alla casa famiglia. Secondo i giudici, la presenza di Catherine non è ritenuta utile al benessere dei figli.
La bimba dimessa dall’ospedale
Nel frattempo, la piccola Trevallion è stata dimessa oggi dall’ospedale di Vasto (Ch), dove era stata ricoverata lo scorso 5 maggio per una patologia respiratoria di probabile origine virale, come confermato dalla Asl Lanciano Vasto Chieti. La bambina, completamente ristabilita, è tornata nella struttura insieme ai fratello e sorella, dove si trovano dal novembre scorso.

Confermato l’allontanamento dai genitori
Nei giorni scorsi è stato confermato l’allontanamento di Catherine Birmingham dai figli. La sezione minorile della Corte d’Appello dell’Aquila ha respinto il ricorso presentato dagli avvocati della coppia contro il provvedimento del 6 marzo, che aveva disposto il distacco della madre dalla struttura protetta dove sono stati collocati i tre bambini.
I figli erano già stati affidati a una struttura protetta a Vasto dopo essere stati sottratti ai genitori per decisione dell’autorità giudiziaria, misura confermata dagli ultimi sviluppi giudiziari.


